INFO diamanti

DIAMANTE

Durezza:  10.
Composizione chimica : carbonio puro in forma cristallina (C )
Peso specifico: 3,52
Sistema cristallino: cubico
Indice di rifrazione: 2,418
Varietà e colori: incolore in prevalenza, lievemente giallo, bruno, grigio, nero, raramente blu, verde o rosso

 Il nome deriva dal greco "adamas" che significa indomabile, probabilmente per la sua elevata durezza, infatti è la più dura di tutte le sostanze naturali ed è ben 140 volte più duro del corindone (rubino e zaffiro) e 1167 volte più duro del quarzo. Il diamante è inattaccabile dagli acidi e da qualsiasi altro agente chimico ; non è fusibile, ma combustibile nell'aria a 850°C. Il diamante è costituito da carbonio puro: se viene scaldato, brucia liberando anidride carbonica. È il minerale più duro che si conosca, ma ciò non significa che sia infrangibile: può venire scalfito soltanto da un altro diamante, ma un colpo deciso può mandarlo in frantumi; infatti è fragile.

A differenza di quasi tutti gli altri minerali, il diamante non si è formato nelle rocce della crosta terrestre in cui si trova, bensì a qualche centinaio di chilometri di profondità. I cristalli sono stati poi trascinati in superficie attraverso condotti vulcanici esplosivi caratterizzati da una roccia ricca di olivina, detta "Kimberlite" dalla località di Kimberley, in Sudafrica (giacimenti primari).
In seguito la Kimberlite viene lentamente attaccata dall'erosione che sgretola la roccia e libera i diamanti, facilitando il loro allontanamento e la loro sedimentazione con sabbie e ghiaie (giacimenti secondari). I più antichi giacimenti conosciuti sono quelli, ormai esauriti, dell'India peninsulare. Nel 1725 furono scoperti giacimenti in Brasile e solo nel 1867 quelli de Sudafrica. Negli anni Cinquanta furono trovati grandi giacimenti in Siberia e negli anni settanta in Australia.

Tradizionalmente il pregio maggiore di questa gemma consiste nell'assenza di colore e di impurezze. Dopo essere stati selezionati, i diamanti vengono sottoposti al taglio usando lame diamantate; e il taglio è ben eseguito, mette in evidenza il fuoco, cioè l'insieme dei lampi colorati dovuti alla dispersione della luce bianca all'interno della gemma.

Per classificare correttamente un diamante da gioielleria, occorre rifarsi alle 4 C, ossia alle iniziali dei termini in lingua inglese: carat (carato), clarity (purezza), colour (colore), cut (taglio). 

 

PESO IN CARATI (Carat weight)

 Come tutte le pietre preziose, il peso (e perciò la grandezza) di un diamante è espresso in carati. La parola carato ha origine come unità di peso naturale: i semi dell'albero del carrubo. I diamanti erano per tradizione pesati con questi semi, fino a quando il sistema fu unificato ed un carato fissato a 0,2 grammi (un quinto di grammo).
Un carato è diviso in 100 "punti". Perciò un diamante di 25 punti pesa un quarto di carato, ovvero 0,25 carati. Ecco alcuni esempi che mostrano la grandezza approssimativa rispetto al peso.

PUREZZA (Clarity)

 Quasi tutti i diamanti contengono minute tracce di carbonio non cristallizzato, l'elemento dal quale sono stati originati. Molte non sono discernibili ad occhio nudo e hanno bisogno di essere ingrandite per diventare visibili. Sono chiamate inclusioni, e sono le impronte digitali naturali che fanno di ogni diamante un pezzo unico. In ogni caso, meno inclusioni ci sono, più rara è la gemma.
Purezza è perciò il termine usato per indicare fino a quale grado il diamante acquistato è privo di tali imperfezioni. Vi sono tre principali sistemi di graduazione internazionali per classificare i diamanti: GIA, CIBJO e HRD. Un diamante privo di inclusioni sia all'interno che all'esterno è classificato fl "puro" dal sistema GIA; l'altro sistema usa il termine "puro alla lente" o "internamente puro". Al di sotto di questo grado di classificazione i sistemi si equivalgono.

COLORE (Colour)

 Qualche volta la gente è sorpresa nell'apprendere che i diamanti possono coprire l'intero spettro dei colori. La maggior parte delle gemme comunque appare appena tinta di giallo o marrone, ma ci sono anche i diamanti molto rari definiti incolori.
Altri ancora più rari sono in natura di colore ben definito e sono spesso denominati "fancies", fantasia. Tali diamanti si trovano solo occasionalmente e maggiormente in tinte come verde, rosso, blu o ambra.

TAGLIO (Cut)

Di tutte le quattro caratteristiche (4C), il taglio è quella più influenzata dall'uomo. Le altre sono dettate dalla natura. Il taglio del diamante influenza profondamente lo scintillio ed il fuoco, perciò è l'abilità del tagliatore che rivela la bellezza della gemma. Il taglio è ciò che permette al diamante di sprigionare la massima quantità di luce.

  1. In un diamante tagliato correttamente la luce viene riflessa dalle faccette del padiglione in modo che fuoriesca dalla parte superiore del diamante.
  2. Se un diamante viene tagliato con un padiglione troppo profondo, una parte della luce si perde uscendo dalla parte opposta del padiglione stesso.
  3. Se il padiglione è troppo piatto la luce esce prima che possa essere riflessa. 

COME AVERE CURA DI UN DIAMANTE

 I diamanti hanno bisogno di attenzioni per mantenere al meglio la loro brillantezza. Questi dovrebbero essere puliti almeno una volta al mese: preparate in un piccolo recipiente acqua saponata con un po' di liquido detergente delicato, pulite leggermente con uno spazzolino da denti il diamante immerso nell'acqua; appoggiatelo su di un colino e risciacquatelo con acqua corrente tiepida quindi asciugate delicatamente.

Attenzione per i possessori:

 Non lasciate che i gioielli vengano a contatto con candeggianti al cloro; al diamante non succederà nulla (è inattaccabile!) ma potrebbe intaccare e scolorire la montatura.
Non indossate il diamante mentre fate lavori pesanti. Ricordate che il diamante è fragile!!
Non tenete i diamanti insieme in un porta gioie; potrebbero scalfirsi tra di loro (l'unica cosa che intacca un diamante è un altro diamante!!)

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